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18 01 2012

PRESS CONFERENCE TO PRESENT PALAZZO PEPOLI IN BOLOGNA BY MARIO BELLINI





Bellini on his work at Palazzo Pepoli:

Mario Bellini trasforma Palazzo Pepoli nel
Museo della Storia di Bologna


Palazzo Pepoli in questi ultimi sette anni è stato sottoposto a un lungo e complesso intervento di restauro e di ampliamento che lo hanno trasformato da edificio medievale in Museo globale, con nuovi spazi espositivi e di accoglienza. Dopo un concorso a inviti internazionale indetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna nel 2003, Mario Bellini è risultato il vincitore e ha iniziato nel 2004 la trasformazione di questo prestigioso edificio.
Scrive l’architetto milanese sulla sua opera: “Il destino dei Palazzi, a volte, è come quello degli uomini. Rischiano di essere dimenticati e di precipitare in un degrado irreversibile. Palazzo Pepoli Vecchio, che rischiava questa sorte, oggi torna invece a mostrarsi e mostrare (la grande storia di Bologna) in modo del tutto nuovo e sorprendente.
Un museo della città e per la città allestito – come in tutti i miei lavori di messa in scena – rispettando (e separando) contenitore e contenuto per esaltarne, in complice autonomia, significato e bellezza.
Dentro, nel cuore del Palazzo, una torre-ombrello di vetro e acciaio reinventa la corte che così riacquista dignità e funzione. Sembra una lanterna magica inondata dall’alto di bianca luce naturale che via via scende e smaterializza in pura trasparenza. Quasi un’epifania che fa riflettere sullo scorrere del tempo”.

Il museo verrà inaugurato il 27 gennaio 2012.

I NUMERI DI PALAZZO PEPOLI

Superfici
6180 mq superficie totale
3080 mq superficie di servizi (ingresso, servizi al pubblico, bar/caffetteria, depositi)
3100 mq superficie espositiva totale, così suddivisa:
510 mq per i 3 livelli espositivi della Torre (170 mq per livello)
570 mq sale espositive piano terra
1500 mq sale espositive primo piano

Sale espositive
14 sale espositive al piano terra
23 sale espositive al primo piano

La Corte e la Torre
650 mq superficie Corte
15 metri altezza della Torre
13 metri il lato della pianta quadrata della Torre

Soggetto promotore: Museo della Storia di Bologna
Progettisti: Mario Bellini Architects

   

        Da un’intervista a Mario Bellini

Mario Bellini trasforma Palazzo Pepoli nel Museo della Storia di Bologna.

Decenni di improprie destinazioni avevano reso Palazzo Pepoli Vecchio praticamente irriconoscibile, occultando e in parte compromettendo -- con pavimentazioni sovrapposte, divisori, controsoffitti e pannellature -- gli splendidi partiti decorativi della sua ultima stagione barocca e ne avevano sfigurato irrimediabilmente l’originaria corte centrale.
Nel 2003, Mario Bellini si aggiudica il concorso di progettazione a inviti per la trasformazione del palazzo nel Museo della Storia di Bologna bandito dalla Fondazione Cassa di Risparmio della stessa città.
Il progetto inizia prendendo in considerazione il grave stato di degrado del palazzo che presenta ancora le tracce delle sue origini gotiche.
L’operazione si preannuncia subito complessa e delicata. Si rende necessario un importante consolidamento strutturale che interessa gli archi gotici del piano terra, la totalità dei soffitti a volta portante, la messa in sicurezza della grande sala delle feste al piano nobile -- in precario equilibrio statico -- e le coperture esterne.
A seguire comincia il recupero di tutte le sale del palazzo, liberandole dalle superfetazioni incongrue, integrando e restaurando i decori plastici e pittorici che si erano, anche se talvolta in piccola parte, fortunatamente tutti conservati.
Da ultimo un deciso intervento architettonico: “una torre-ombrello di vetro e acciaio recupera e reinventa la corte che così riacquista dignità e funzione. Come una lanterna magica inondata dall’alto di bianca luce naturale che via via scende e smaterializza in pura trasparenza. Quasi un’epifania che fa riflettere sull’imprevedibile scorrere del tempo. Ma anche una scelta strategica che rende possibile e fluido l’intero percorso di visita, di cui proprio la torre e la corte diventano l’epicentro”.
Questo felice restauro, assieme a una meditata scelta di materiali innovativi (per esempio il pavimento in resina nera con inclusioni metalliche argentee e dorate) ha svelato un palazzo della cui “bolognese” bellezza e dignità si erano perse le tracce.
“Il destino dei Palazzi, a volte, è come quello degli uomini. Rischiano di essere dimenticati e di precipitare in un degrado irreversibile. Palazzo Pepoli Vecchio, che rischiava questa sorte, oggi torna invece a mostrarsi e mostrare (la grande storia di Bologna, di cui esso stesso è ora ridiventato parte cospicua) in modo del tutto nuovo e sorprendente.
Un museo della città e per la città allestito – come in tutti i miei lavori di messa in scena – rispettando (e separando) contenitore e contenuto per esaltarne, in complice autonomia, significato e bellezza.
Protagonisti dell’allestimento sono dei grandi contenitori – che appare riduttivo definire vetrine ma che hanno, piuttosto, il sapore di metafisici oggetti fuori scala di memoria dechirichiana – collocati nelle sale secondo ritmi propri e geometrie altre rispetto a quelle delle sale stesse e della loro sequenza”.
All’interno di questi grandi volumi trasparenti, le opere esposte sono  inquadrate da gabbie tridimensionali che individuano per ciascuna di esse uno spazio proprio, permettendone inoltre l’ottimale illuminazione, con tecnologia LED miniaturizzata.
Grandi pannelli retro-illuminati con immagini e testi, impaginati dalla grafica inconfondibile di Italo Lupi e posti anch’essi all’interno delle vetrine, trasformano la comunicazione grafica in uno spettacolo per gli occhi e la mente.
Gli spazi amministrativi ed i laboratori didattici occupano il piano mezzanino. Il piano terra del palazzo è in parte dedicato agli spazi per l’accoglienza che connettono, attraverso lo snodo della corte coperta, la sequenza espositiva delle isole tematiche dal piano terra al piano nobile.


Biografia di Mario Bellini

Architetto e designer di fama internazionale, vincitore di 8 Compasso d’Oro, è anche stato direttore di Domus. Il MoMA gli ha dedicato una mostra monografica nel 1987. Ha ricevuto la Medaglia d’oro assegnata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per la diffusione del design e dell’architettura nel mondo (2004) e la Medaglia d’oro di Benemerenza Civica del Comune di Milano (Ambrogino d’Oro, 2011) .
Numerosi i suoi allestimenti di mostre in Italia e all’estero.
Dagli anni ‘80 ha realizzato, tra gli altri, il quartiere Portello di  Fiera  Milano, il Centro Esposizioni di Villa Erba, il Tokyo Design Center, Natuzzi America Headquarters, la Fiera di Essen, la National Gallery of Victoria a Melbourne, il quartier generale della Deutsche Bank a Francoforte, il Verona Forum.
In attesa di avvio il Centro culturale di Torino e la ristrutturazione della Pinacoteca di Brera.

In costruzione:
• il Museo delle Arti Islamiche al Louvre (inaugurazione settembre 2012)
• a Genova il complesso del Parco scientifico-tecnologico (inaugurazione in parte nel 2012 e in parte nel 2013)
• il nuovo Milano Convention Center (inaugurazione nel 2012).

           

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